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Le infezioni vaginali



Nell'ambiente vaginale, analogamente a quanto si verifica nel cavo orale e nell'intestino, convivono, in equilibrio tra loro e con l'ospite, numerosi microrganismi che costituiscono la cosiddetta flora vaginale.
La composizione di quest'ultima va incontro a modificazioni qualitative e quantitative che sono in rapporto all'età, allo stato ormonale, all'attività sessuale ed alle condizioni generali di salute della donna .

Il pH vaginale ( 3,5-4,5 ) rappresenta un fattore di primaria importanza nel mantenimento dell'ecosistema entro i limiti della normalità in quanto esso inibisce la crescita dei batteri anaerobi e favorisce l'adesione dei lattobacilli ( bacillo di Doderlein ) all'epitelio vaginale .

In età prepubere il pH vaginale è maggiormente alcalino rispetto all'età adulta, l'epitelio della mucosa è di tipo colonnare e le ghiandole sono assenti: in questa fase della vita la normale flora batterica vaginale è principalmente costituita da cocchi Gram-positivi e da anaerobi Gram-negativi.

Al contrario, in età adulta il pH vaginale è più acido, l'epitelio della mucosa è di tipo squamoso stratificato e sono presenti alcune ghiandole: in questo caso nel microambiente vaginale prevalgono i lattobacilli.
Quest'ultimi sono destinati a ridursi progressivamente in menopausa quando , a causa della carenza estrogenica, la mucosa va incontro ad un processo di atrofia con diminuzione del glicogeno necessario per il loro metabolismo.

Le infezioni vaginali rappresentano la più frequente causa di consultazione ginecologica per la comparsa di sintomi genito-urinari in genere rappresentati da perdite vaginali maleodoranti, prurito vulvo-vaginale, spotting ematico, dolore pelvico e talora dispareunia.

L'elevata frequenza delle infezioni vaginali, massima intorno ai 30 anni , è sostanzialmente legata a due fattori fondamentali: la scarsa igiene personale del partner e la conformazione anatomica del tratto vulvo-anale. A ciò si sommano fattori concomitanti, quali ad esempio la variazione del pH vaginale. Fisiologicamente esso è mantenuto acido dalla flora lattobacillare. Piccole variazioni del pH causate da farmaci o da modificazioni metaboliche alterano l'ecosistema vaginale e favoriscono l'attecchimento e la crescita di forme patogene o lo sviluppo abnorme di forme saprofite.

Altri cofattori importanti sono il grado di ossigenazione e di umidità a livello vaginale, legati alla situazione ormonale della donna, il continuo contatto di fibre sintetiche, l'uso non corretto di detergenti intimi troppo aggressivi e, non ultimo, l'abuso di spray intimi deodoranti.

Gli agenti eziologici più spesso responsabili delle infezioni vaginali sono rappresentati da: Trichomonas vaginalis, Candida species e Gardnerella vaginalis.
Quando ci si riferisce alle infezioni vaginali sovente vengono utilizzati indiscriminatamente i termini vaginite e vaginosi, mentre quest'ultimo andrebbe impiegato solo in assenza di segni di flogosi. ( Xagena2003 )

Tratto dalla Rivista INFORMED - Edizioni Scripta Manent - Pietro Cazzola


Gyne2003


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