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Ruolo delle infezioni negli aborti spontanei ricorrenti


Le infezioni embrio-fetali possono causare aborti spontanei ricorrenti a un tasso inferiore al 4%. I possibili meccanismi includono la produzione di sottoprodotti metabolici tossici, infezione fetale o placentare, infezione cronica dell’endometrio, e corioamnionite.

I virus appaiono essere i patogeni più frequentemente coinvolti; alcuni virus sono in grado di produrre infezione materna cronica o ricorrente. In particolare, il citomegalovirus durante la gravidanza può raggiungere la placenta mediante viremia, in seguito a infezione sia primaria sia ricorrente, o mediante percorso ascendente dalla cervice, per lo più in seguito a riattivazione.

Un altro herpesvirus, l’herpes simplex virus di tipo 2 ( HSV-2 ), meno frequentemente il tipo 1, provoca infezioni ricorrenti del tratto genitale, che possono coinvolgere l’unità feto-placentare.

I parvovirus sono stati implicati nelle ripetute perdite fetali.

Tra le infezioni batteriche, Chlamydia trachomatis, Ureaplasma urealyticum e Mycoplasma hominis sono state per lo più associate a insorgenza di aborti spontanei ricorrenti.

E’ stato anche osservato un aumentato rischio di aborto tra le donne con vaginosi batterica durante la fase iniziale della gravidanza.

Sebbene una correlazione definitiva tra infezioni ricorrentemente attive e aborti spontanei ricorrenti non è ancora ben definita, soprattutto a causa della difficoltà di dimostrare il ruolo patogenetico di ogni singolo agente patogeno isolato, la diagnosi e la terapia delle infezioni correlate all’aborto spontaneo ricorrente dovrebbe essere tentata.

La diagnosi di agenti infettivi come possibile causa di aborto spontaneo ricorrente potrebbe portare a un approccio terapeutico con farmaci antivirali e antibiotici o all’impiego delle immunoglobuline. ( Xagena2011 )

Nigro G et al, J Matern Fetal Neonatal Med 2011;24:983-989


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